  |
|
Varie: Anthony Henman e il San Pedro Bandito
|
|   |
 |
|
 |
 |
 |
 |
Anthony Henman negli anni settanta pubblicò Mama Coca, un opera di referenza sulla pianta più discussa. Da allora ha passato la vita a studiare le sostanze psicotrope e osservando il cambiamenti sociali che generano: dalle "cucine" colombiane fino agli emarginati dei quartieri periferici di New York passando per i repressori del Parlamento Europeo o della OMS. Stanco della politica, il suo sguardo sagace si é rivolto al cactus San Pedro. Il ricercatore Anthony Henman ci racconta quello che ha imparato sul vegetale psicadelico meno studiato. |
"Conosci la Lucuma?", chiede Anthony Henman mentre toglie la buccia da un frutto arancione della grandezza di un prugna. "E' una delle prime piante da frutto coltivate qui in Perù; insieme all'avvocato venne coltivato sulla costa dal periodo pre-ceramico. E' un pò farinosa però con un pò di limone ... Si usa molto per fare torte, gelati e cose simili". Siamo nella casa che l'antropologo Anglo-Brasiliano ha a Hariquina, un piccolo villaggio andino a due ore di macchina da Lima. Seduti a un tavolo di legno grezzo, i primi raggi del sole attraverso la finestra ci raggiungono mentre facciamo colazione: caffé,te, papaya, pane tostato, formaggio, olive, olio d'oliva, lucuma ... Un passero canticchia mentre Henman, con la sua abiltuale ironia, ci spiega la ragione per la quale dopo aver vissuto in tanti paesi adesso vive in Perù. "Pensando a New York, Parigi o Londra, qui si vive molto meglio. La qualità della vita é migliore e ho accesso alle cose che mi interessano, che sono le foglie di Coca e tanti Cactus San Pedro". All'improvviso ride e porta alla bocca un pezzo di pane e formaggio che gusta con piacere. Henman incarna l'archetipo dell'edonista: apprezza vino e whisky, gli piace il lavoro fisico, conversare, l'ironia, le droghe e le belle donne.
Dopo colazione, Henman sale al giardino e comincia a prendersi cura delle piante. "Tra qualche giorno vado in Inghilterra e devo lasciare le piante ben bagnate". E' dal 2000 che si dedica quasi solo allo studio del San Pedro. Nel suo terreno di mezzo ettaro ha raccolto diverse decine di esemplari di questo cactus prodigioso provenienti dai luoghi più diversi. "Non credo ci sia un altro giardino dove ci sono così tante varietà diverse", mi spiega mentre mi mostra un piccolo cactus con un etichetta "La Torrassa". Questo lo ho portato da Barcellona, lo trovai in un terreno abbandonato, dove non gli davano ne acqua ne concimi e il sole era forte; era secco e stava quasi per morire. Mi ha fatto un effetto eccellente era forte come le varietà che ci sono qui. In origine era una buona varietà e il fatto di essere cresciuto in un luogo abbandonato senza attenzioni in stato di sopravvivenza estremo gli ha fatto produrre più mescalina. Questa é la teoria che lo stress induce la pianta a produrre più principio attivo, come un meccanismo di difesa, quando la pianta si sente minacciata". Henman parla del San Pedro con passione, spiega che solo nel 1960 si scoprì che la pianta conteneva mescalina, però già a quel tempo si trovava in tutti gli orti botanici e vivai del pianeta. "Questa é stata la strategia della pianta per assicurarsi la sopravvivenza". Gli chiedo se ritiene che il San Pedro abbia coscenza. Alza le spalle "Potrebbe essere. No?".
Capire il San Pedro
La formazione professionale e gli interessi di Anthony Henman sono eterogenei come la sua carriera professionale. Ha vissuto un pò dappertutto, nato in Brasile ha studiato in Inghilterra; i suoi genitori naquero in Argentina, però la famiglia materna era Irlandese e quella paterna Inglese. Chi poteva immaginare che quell'adolescente internato a 11 anni in un collegio di Benedettini sarebbe diventato una delle maggiori autorità nel mondo per Coca e San Pedro? Direi un acido, a quei tempi di libertà, gli anni 60, studiava antropologia a Cambridge. "Gli acidi cambiarono la mia visione del mondo e l'obittivo della mia vita". Negli anni settanta arrivò Mama Coca, una ricerca bella e rigorosa sulla coca considerando l'archeologia, la storia, l'uso tradizionale, l'uso contemporaneo per arrivare alla nascita del narcotraffico in Colombia. Il libro aprì la strada a una serie di lavori nei quali applicava le sue conoscenze di antropologo allo studio della droga. In Brasile come ricercatore di piante ppsicoattive o al servizio del Consiglio sugli Stupefacenti, o come burocrata per la Oxfam o come professore universitario; a Liverpool insieme a uno psichiatra sperimentava nuove tecniche per il trattamento della dipendenza dalle droghe; a New York appoggiando un progetto di scambio di siringhe; a Bruxel come parlamentare europeo nel gruppo dei verdi; sulle Ande collaborando con i governi peruviano e boliviano; é invitato alle conferenze di tutto il mondo dove si parla di Coca.
Oggi partecipa ogni tanto a conferenze, fa parte di un gruppo di consumatori di Coca di Lima, ma la sua attività pubblica e politica si é ridotta di molto perché é concentratto nello studio di una pianta magica così poco studiata se comparata ai funghi, la ayuhuasca o il peyote.
Henman spiega che il San Pedro é un cactus colonnare che appartiene al genere delle Equinopsis - "Prima apparteneva alle Trichocereus, adesso hanno riunito le due specie, ma queste sono questioni di botanica" - e sebbene ci siano 20 varietà, solo 5 hanno concentrazioni importanti di mescalina: pachanoi, peruvianos, cuzcoensis, la paz e la varietà coltivata. Il contenuto di mescalina di queste varietà é simile e dipende dalla parte del cactus che usi - quella centrale contiene meno principio attivo - il tutto dipende dalla quantità di acqua che contiene il cactus - più acqua meno mescalina - poi viene in gioco lo stress a cui é sottoposto il cactus. "Io coltivo e curo abbastanza bene i miei cactus, però quando preparo l'infuso prendo un cactus sulla montagna che ha sofferto, perché di solito sono queste le piante migliori". henman é affascinato dalla vitalità dei cactus. "Una volta tagliato, può vivere senza terra un anno minimo, e quando lo pianti ha bisogno di un anno per sviluppare nuove radici, questa pianta ha una resistenza impressionante".
Tipi di San Pedro

La Paz cresce intorno al lago Titicaca e alla Capitale Boliviana. pianta snella con spine lunghe a angoli strani e irregolari.
|

Pachanoi fu identificata in Ecuador, ha spine corte, cresce rapidamente e si adatta a condizioni umide.
|

Varietà Coltivata, si riconosce perché non ha spine
|

Cuzcovensis cresce nelle valli che scendono verso l'Amazzonia, é più piccola delle varietà peruviane ma con spine uguali se non ancor più lunghe.
|
Peruviani. Si trovano nelle valli che scendono verso la costa. Pianta alta e grande con spine lunghe, molte volte cade e continua a crescere sul terreno, soffrendo.
|
Millenni di uso
Henman ha raccolto prove dell'uso antico del San Pedro lungo tutta la catena delle Ande, dall'Equador fino al Nord del Cile. Le prime risalgono al 2500 a.C. nel centro di Las Aldas, un luogo desertico sulla costa peruviana. "Questa non é una zona dove il San Pedro cresce da solo, il San Pedro viene dalle montagne, cresce tra i 2 e i 3000 metri. Qualcuno lo ha raccolto e portato lì per consumarlo durante i suoi riti". In tutte le culture dalla zona sono rimaste prove del suo utilizzo comunque le tracce più interessanti sono datate 1800 a.C e si trovano a Chavin de Huantar. "Lì c'é una pietra famosa con la testa di un felino con un sacerdote dell'epoca con un pezzo di San Pedro in mano". A quel tempo, in quella cultura la mescalina del San Pedro si combinava con la triptamina di un'altra pianta straordinaria: la huilca. "Io credo che la potenza e l'originalità della cultura Chavin probabilmente é dovuta al fatto che scoprirono e usarono San Pedro combinato a la Huilca. Da sola la mescalina può essere forte ma é comunque sicura, piena di energia, solare e equilibrata. La DMT invece ha un lato oscuro, da visioni a spirale, molto spesso la gente rimane spaventata perché é normale vedere cose strane. Combinandole insieme sicuramente rimane l'effetto della mescalina intensificato da visioni dovute al DMT". Tuttavia l'uso combinato di queste sostanze non é arrivato ai giorni nostri. Henman ricorda che in una occasione l'egregio biochimico Alexander Shulgin gli spiegò che questi effetti così diversi riflettevano la disposizione spaziale delle strutture molecolari.
Oggi il San Pedro si vende liberamente nei mercati peruviani. "Lo puoi comprare dalla stessa donna che ti vende la coca". Il cactus continua a essere usato nel nord del Perù e anche lì Henman ha rivolto la sua attenzione, durante gli anni ha partecipato a rituali di sciamani tradizionali. "Preparano il San Pedro in un modo non forte, ho partecipato molte volte a questi rituali ma non ho mai sentito un effetto degno di nota. In quel contesto Henman ne ha notato due usi principali: "In uno, l'obiettivo dello sciamano é incontrare la persona che ti sta facendo danno e eliminare il male; quì diventa un elemento simbolico per allontanare il malocchio. L'altro uso é quello medico, la gente ne prende un cucchiaio di mattina per quindici o venti giorni perché é molto efficente nel sistemare una serie di problemi, dal cuore alla digestione". Sfortunatamente per causa della proibizione, non ci sono state indagini mediche complete sulle proprietà curative della pianta.
Consumare il San Pedro Oggi
Anche se favorevole a mantenere il controllo sul rituale, Henman si oppone al Santo Daime e ai gruppi istituzionali "che si considerano padroni della verità". Henman raccomanda un rituale semplice perché "per segnare i tempi e gli spazi che la sostanza necessita per entrare nel nostro corpo che sono più o meno uguali in tutto il mondo". La sua esperienza gli ha permesso di identificare tre fasi nelle dieci, undici ore di durata del viaggio. "Drante le prime due ore senti effetti somatici: abbassamento della tensione, a volte un leggero mal di testa, a volte freddo, sonno, nausea ... Questo periodo può essere anche più breve ma se l'effetto non arriva in due ore allora non verrà. In queste due ore dovresti mantenere alto il metabolismo: cantando, ballando o camminando. Poi arrivano le quattro ore con il massimo effetto, e questa é una particolarità della mescalina che nessun altro allucinogeno possiede, quattro ore nelle quali sai che l'effetto non diminuisce; l'effetto é potente e sai che hai tutto questo tempo per vedere da tutti i punti di vista le cose alle quali vuoi pensare". Durante questo periodo di libertà "Puoi uscire a camminare, puoi fare l'amore se sei con una donna
che ti attrae, all'improvviso senti che quello che vuoi é baciarla, sentire il suo corpo e amarla ...., puoi farlo e é bellissimo. Altre persone discutono su argomenti filosofici". Le quattro ore che seguono sono una fase più socievole. "L'effetto scende un pò ma poi torna a salire. In questa fase a me sembra sia utile prendere altre sostanze. Questo é il momento di sniffare huilca, questa sostanza é meravigliosa perché ricomincia a trascianarti e questo é il omento più sociale del viaggio, ti piacerà stare in compagnia della gente. Assicura che non ha mai visto persone fare un brutto viaggio, però da alcuni consigli se questo accadesse: da una parte parole di comprensione e gesti gentili e "dal punto di vista farmacologico, la maniera più efficace per diminuire l'effetto é bere bibite molto dolci di qualsiasi tipo".
Per la Libertà
Adesso siamo nella casa che Henman affitta nell'animato quartire di Barranco a Lima
"Non é molto grande ma la ho scelta perché ha questa grande terrazza dove posso tenere i miei cactus", e indica divesi esemplari alti un paio di metri. Dal tetto puoi vedere il famoso "Pontes de los Suspiros" e di fianco una chiesa mezza distrutta e Henman racconta una storia scabrosa: quella del sacerdote che si impiccò sopra l'altare. Poi ricomincia a parlare degli effetti del San Pedro. "E' un sentimento di benessere, un pò come l'Ecstasy, un sentimento di amore per tutto il mondo e senti un attitudine positiva verso la vita. Io stesso dico che dovrei consumare il San Pedro più di frequente: Perché passo tutta la settimana bevendo Whisky quando potrei prendere il San Pedro? e comincia a ridere.
Poi torna serio e riflette sulla proibizione "Dal punto di vista storico é pazzesca l'idea che si possa proibire una specie che esiste sul tuo stesso pianeta". La proibizione é dovuta a tre fattori: "Da un lato l'ideale riformatore, modernizzatore e di vita sana che arrivò con il XX secolo, quando si identificarono le sostanze che la gente usava di più, come i derivati del papavero da oppio, o della cannabis o della coca come antiquate e non conformi al nuovo modello di consumo: il vero rimedio non può essere una pianta o i suoi derivati ma una pastiglia o un derivato di laboratorio. Dall'altro lato una questione economica: le persone che controllavano le industrie farmaceutiche volevano rimuovere tutte le conoscenze empiriche sulle sostanze usate tradizionalmente. E infine l'autoritarismo dello stato moderno che controlla le persone in modi diversi: controlla lo stato di coscenza e controlla le abitudini di consumo". Chiude le sua analisi con voce grave e riposata: "C'é stata una lunga lotta etica nella filosofia occidentale per stabilire il fatto che non siamo vittime di satana, siamo persone che decidiamo per noi stessi cosa é bene e cosa é male. Non c'é nessuno schema assoluto di bene e male. Questo viene dall'oscurantismo che vuole riportarci indietro all'epoca medievale, quando eravamo in guerra con i musulmani, i diavoli, le streghe ... e adesso abbiamo aggiunto la droga. La cosa più grave é il negare i principi etici più basilari descritti da Spinoza, Descartes e Kant. Questa é la tradizione filosofica sulla quale é nato l'Occidente moderno: i suoi fondamenti sono messi in discussione dall'attuale oscurantismo. E chi la sta appoggiando? Sono i gruppi protestanti fondamentalisti che hanno questa visione medievale del mondo. Non sto esagerando. Sono questi i gruppi che finanziano e appoggiano questa guerra inutile.
Poi abbassa la voce e il tono ritorna quello di un amico allegro, lasciamo la bella vista del tetto e andiamo a mangiare a Casa Bana un ristorante accogliente e ben frequentato. Anche qui si comporta da sciamano: chiede insalata di mare e calmari fritti, beviamo birra e dopo un delizioso Suspiro de limeña
ci salutiamo.
Articolo di Carlos Suarez
www.canamo.net
|
|
 |
 |
| |
 |
 |
| Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti. |
|
 |
 |
 |
 |
Links & Argomenti Correlati |
 |
 |
|