DIO
STRAMALEDICA GLI INGLESI. Poi dicono che sinistra e
destra sono la stessa cosa, tanto sono finite le
ideologie. Che inglesi o italiani sono la stessa cosa,
tanto siamo tutti europei. Due storie d'Oltremanica, con
contrappunto italiano, aiutano a stabilire che così non
è.
Dunque, il ministro degli Interni di Sua
Maestà, un tipo non noto per la sua tolleranza, declassa
lo "spinello" da droga di serie B a droga di serie C.
Fino a ieri in compagnia delle anfetamine, la marijuana
scende al livello degli anabolizzanti e dei sonniferi.
Chi ne sarà trovato in possesso per uso personale,
dunque, non sarà più arrestato, ma soltanto redarguito.
Motivazione ufficiale: gli sforzi della polizia inglese
vanno concentrati nella lotta al traffico e allo spaccio
delle droghe che uccidono, non di quelle che migliaia di
ragazzi inalano con danni alla salute considerati
irrilevanti.
Non so dire se è giusto o sbagliato,
né se è vero che il 65% dei tossicodipedenti passa per
lo spinello, come dice una ricerca dell'Eurispes. (Anche
se la statistica che sarebbe più interessante in questo
caso è quanti fumatori di spinello passano all'eroina,
non quanti eroinomani sono passati dallo spinello).
Rilevo solo una contemporaneità con l'annuncio di Fini a
San Patrignano: "La distinzione tra droghe leggere e
pesanti non ci appartiene". Peccato, le distinzioni
dovrebbero sempre appartenere a un
politico.
Seconda storia: un parlamentare del
Labour, ex ministro, amico intimo di Blair cui ha
prestato più volte la sua villa in Toscana, importante
finanziatore del partito, è stato sospeso per tre
settimane dalla Camera dei Comuni perché non aveva
fornito all'autorità che sorveglia sugli standard morali
dei deputati tutte le informazioni richieste a proposito
di un assegno di 600 milioni, ricevuto da una compagnia
appartenuta a Robert Maxwell. La punizione di Geoffrey
Robinson non nasce da un conflitto di interessi, da un
abuso di ufficio, da una condanna giudiziaria. Ma solo
dal fatto che non aveva dichiarato l'entrata nel
registro sul quale si annotano tutti gli interessi di
ogni singolo deputato britannico, in modo che si sappia
da chi prende i suoi soldi, fino all'ultima sterlina, e
si possa così controllare se nell'esercizio
dell'attività pubblica fa qualche piccolo favore ad
amici e amici degli amici.
Non so dire se tanta
severità puritana sia giusta o sbagliata. Rilevo solo la
contemporaneità con l'approvazione nel Parlamento
italiano della depenalizazione del falso in bilancio,
della modifica alle rogatorie e della sanatoria per i
capitali all'estero. Tutte e tre le norme hanno effetti
sugli interessi privati di alcuni membri della Camera e
di almeno un membro del governo della
Repubblica.
Dio deve stramaledire gli inglesi o
gli italiani?
(28 ottobre 2001)
a.polito@repubblica.it | | |
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