QUESTIONE
MORALE Droga
di Casanostra STEFANO BENNI
Noi di Casanostra delle Libertà, visto
il miserevole stato in cui il paese versa per l'abuso di
droghe e di crimini ad esse connesse, proponiamo il seguente
disegno di legge.
Comma uno Da oggi le droghe
leggere sono equiparate alle droghe pesanti, poiché un etto di
marijuana non solo pesa quanto
un etto di eroina, ma, occupando più spazio, risulta molto più
pericoloso. Chi verrà perciò trovato in possesso di
qualsivoglia droga, nonché di qualsifumi, qualsisiniffi e
qualsinietti droga, verrà punito con la reclusione da quattro
a quarant'anni. Da questa pena sono esentati: a) i
cocainomani con reddito superiore ai dieci miliardi. b)
coloro che venissero trovati in possesso di droga a un party a
cui siano presenti esponenti della maggioranza, per evitare
speculazioni giornalistiche. c) coloro che pur possedendo
tutti i sintomi della tossicodipendenza (agitazione
psicomotoria, tendenza a contraddirsi, scatti di aggressività
e delirio persecutorio) non siano immediatamente
diagnosticabili entro tossicosi standard, ovvero tutti i casi
in cui sia impossibile risalire alla droga scatenante. In
questa lista, detta della "tossicorogatoria", sono compresi
oltre al presidente del consiglio, gli onorevoli Bossi, Fini,
Buttiglione, Vito, Pera, Storace, Gasparri, Castelli e quanti
altri riterremo opportuno.
Comma due La legge
non perseguirà i mafiosi spacciatori di droga in quanto
preferiamo avere a che fare con persone che conosciamo bene
piuttosto che con nuovi inaffidabili spacciatori quali i
venditori di oppio talebano, la triade cinese, e la mafia
russa. Comma tre Verrà istituita una commissione di
controllo etico che punirà severamente chiunque faccia
pubblicità alle droghe o inciti al loro uso. Detta commissione
sarà guidata da persone altamente competenti nel settore,
quali il ministro Lunardi, esperto in buchi, il ministro
Sirchia, esperto in sovradosaggio di lassativi e l'onorevole
De Michelis, ex-rasta. Non verranno censurati solo i testi
giornalistici o teatrali, ma soprattutto i testi scolastici,
intossicati da anni di droga culturale marxista. A tal
proposito abbiamo già scoperto e espulso dai programmi i
seguenti testi: Alighieri Dante, la cui "Divina Commedia"
inizia con i versi "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi
ritrovai in una selva oscura". Evidente riferimento al viaggio
di un tossicomane nel tunnel della droga, non per nulla
chiamato inizialmente "inferno" e alla fine
"paradiso". Manzoni Alessandro (che Storace ci segnala come
figlio illegittimo) il quale nel suo romanzo "I promessi
sposi" esordisce con le parole "quel ramo del lago di Como",
chiarissimo invito alla coltivazione di marijuana in ambiente
lacustre. Grazia Deledda, altro Nobel mal attribuito come
quello di Fo, autrice di un ambiguo "Canne al
Vento". Giovanni Pascoli (che Storace ci segnala come
sospetto omosessuale) che in una lettera asserisce "nulla
rimpiango della mia terra natìa, quanto la piadina con le
erbe". Giacomo Leopardi, che nel brano rock "L'Infinito"
descrive sensazioni da assunzione di Lsd.
Comma
quattro Questo codice di comportamento verrà applicato con
particolare severità al servizio pubblico televisivo. E'
sospeso da subito il programma dal titolo ammiccante "Il fatto
di Enzo Biagi". L'annunciatrice Maria Giovanna Elmi dovrà
cambiare il nome in Aspirina Elmi. Per analoghe motivazioni è
sospesa ogni trasmissione di Michele Santoro, in quanto il
conduttore usa spesso la locuzione "mi faccio carico",
espressione gergale e coatta la quale, come ci ha spiegato
l'onorevole Dell'Utri, significa "drogarsi molto, caricarsi di
forti quantità di droga". Essendo dotate di meccanismi etici
autocorrettivi, da questo decreto verranno escluse le reti
Mediaset che potranno tranquillamente trasmettere film come
Pulp Fiction, a patto di sottotitolarli con la frase "non è
vero niente".
Comma cinque Per impedire i ben
noti abusi commessi dagli spacciatori di Metadone, il servizio
antidroga verrà nazionalizzato. Verranno create case di
disintossicazione Finivest, con rette accessibili a tutti,
personale qualificato e la possibilità di trasmettere la vita
dei tossicodipendenti in diretta (il programma si chiamerà "Il
Grande Spinello") garantendo loro un avvenire nello
show. Con questi provedimenti pensiamo di aver inferto un
durissimo colpo al mercato della droga, senza minimamente
favorire gli interessi di qualcuno. Abbiamo altresì risposto a
tutte le domande che turbavano gli italiani, meno che a una:
dove finiscono i milioni di miliardi dell'industria della
droga, in quali attività, in quali banche, in quali affari
"puliti" si riciclano? Ma a questo non possiamo rispondere,
perché quando l'eroina diventa danaro si redime, si nobilita,
e i drogati diventiamo noi: non ne possiamo più fare a meno.
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